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Pensiero post-incontro dedicato a te


Amo il mare.
Sono nata sul mare. Ho imparato ad osservarlo, ad annusarlo, a toccarlo. Ho provato a conoscerlo.
ll mare è forte, ribelle, egoista, ignoto, pericoloso, pauroso, selvaggio, bastardo.
Il mare è bello.
E' sensuale.
Il mare è sensuale e bastardo come le migliori puttane, le puttane brave, quelle dei romanzi d'autore, quelle intelligenti,bellissime,spietate.
Il mare è sensuale e spietato.
Sono nata sul mare.
Ho imparato a nuotare molto presto. Molto molto presto.
Perchè volevo conoscere meglio quel mare. Perchè volevo domarlo, quel mare.
E invece, appena ho imparato a nuotare, ho allo stesso tempo capito che il mare è qualcosa di troppo grande per me.
Sono corsa in piscina, a nuotare. E lì ci sono rimasta.
Pur amando il mare ho cercato di dissimulare menefreghismo contro quella creatura.
Col tempo, ho tacitamente riconosciuto l'umiliante sconfitta, comprendendone persino le ragioni: avevo paura della mancanza di confini del mare.
Quel mare forte senza confine, ribelle senza confine, egoista senza confine, così come ignoto, pericoloso, pauroso, selvaggio, bastardo senza confini.
Una puttana esperta che mi attraeva al suo orizzonte, illudendomi che finalmente potessi toccarne il confine, potessi darne un limite, una chiusa, una gabbia.
E invece quel confine offertomi si allontanava sempre di più, confondendomi, rendendomi sempre più frustrata, facendomi sentire sempre più inadatta, incapace, non idonea, sempre più, anno dopo anno.
Amo il mare.
So nuotare bene, sapete?
Ma non nuoto nel mare.
Io nuoto in piscina.
In piscina vedo tutto. Vedo i cordoli, vedo il fondo.
So che è sporco, ma lo vedo. Posso scegliere.
La piscina poi non ha sfumature. Solo acqua, cloro e pipì di bambini.
Il mare è pieno di riflessi, di sfaccettature, di immondizie e bellezza, di petrolio e delfini.
Il mare è vita, senza confini.
Creatura incontrollabile.

Io amo il mare.
Per questo, ogni tanto provo a ritornarci.
Ogni volta che torno a casa, in realtà, mi viene voglia di re-immergermi nel mare.
Soprattutto, mi faccio illudere ancora che quell'orizzonte si possa finalmente toccare, che quel fondo si possa finalmente vedere.
Mi illudo che quella puttana si possa innamorare e possa essere riscattata.
Ma il mare è e sempre sarà forte, ribelle, egoista, ignoto, pericoloso, pauroso, selvaggio, bastardo.
Sempre sarà sensuale e bastardo, come le migliori puttane, le puttane brave, quelle dei romanzi d'autore, quelle intelligenti,bellissime,spietate.
Il mare è sensuale e spietato.

Io amo il mare.
Ma non ho più nessuna voglia di subire il suo essere sconfinatamente spietato.
Ho il grosso limite di voler vedere i limiti. Ho bisogno di vederli.
Per questo, guarderò sempre il mare. Con rispetto e amore.
Ma la puttana spietata, quella no, non la voglio più riscattare.
Perchè io non ho la stoffa della protagonista dei romanzi.
Non sono un eroe. Non sono una guerriera, non sono una nobile.
Perchè io non sono forte.

Do forti calci e pugni al mare.
Consapevole che quei calci e quei pugni sono sono nulla per il mare, sono meno che solletico.
Non importa...forti abbastanza per la mia ricerca del limite, per illudermi di poter andare avanti.

Andare avanti e trovare l'Amore, e non riscattare la puttana.



(Pensiero dedicato a Damiano, l'unico amico nella mia vita ad essere contemporaneamente

forte, ribelle, egoista, ignoto, pericoloso, pauroso, selvaggio, bastardo. Sensuale e spietato come le puttane dei romanzi d'autore).

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