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Jun. 10th, 2015

hands

Ma se la mia vita è in affitto ed io non imparo a comprare?


Non ho mai veramente trovato un posto che io possa chiamare "casa",
non ho mai avuto una residenza lunga abbastanza per farlo.
Chiedo scusa se ancora una volta non sono innamorata,
ma non è che mi importi più di tanto del fatto che il tuo cuore non è esattamente spezzato.
È semplicemente un pensiero, solo un pensiero...
Ma se la mia vita è in affitto ed io non imparo a comprare,
allora non merito niente più di ciò che ho,
perché niente di ciò che ho è veramente mio.


Ho sempre pensato che mi piacerebbe vivere sul mare,
che mi piacerebbe viaggiare per il mondo da sola
e vivere in modo più semplice.
Non ho idea di cosa sia successo a quel sogno,
perché qui non rimane proprio niente che possa fermarmi.


E' semplicemente un pensiero, solo un pensiero...
Ma se la mia vita è in affitto ed io non imparo a comprare,
allora non merito niente più di ciò che ho,
perché niente di ciò che ho è veramente mio.


E visto che il mio cuore è uno scudo ed io non lo metterò giù,
e visto che ho talmente paura di fallire da non provarci nemmeno,
come posso allora dire di essere viva?


Ma se la mia vita è in affitto ed io non imparo a comprare,
allora non merito niente più di ciò che ho,
perché niente di ciò che ho è veramente mio.


(Life for rent - Dido)



https://www.youtube.com/watch?v=OFtNChII78k

Apr. 27th, 2015

hands

Pensiero post-incontro dedicato a te


Amo il mare.
Sono nata sul mare. Ho imparato ad osservarlo, ad annusarlo, a toccarlo. Ho provato a conoscerlo.
ll mare è forte, ribelle, egoista, ignoto, pericoloso, pauroso, selvaggio, bastardo.
Il mare è bello.
E' sensuale.
Il mare è sensuale e bastardo come le migliori puttane, le puttane brave, quelle dei romanzi d'autore, quelle intelligenti,bellissime,spietate.
Il mare è sensuale e spietato.
Sono nata sul mare.
Ho imparato a nuotare molto presto. Molto molto presto.
Perchè volevo conoscere meglio quel mare. Perchè volevo domarlo, quel mare.
E invece, appena ho imparato a nuotare, ho allo stesso tempo capito che il mare è qualcosa di troppo grande per me.
Sono corsa in piscina, a nuotare. E lì ci sono rimasta.
Pur amando il mare ho cercato di dissimulare menefreghismo contro quella creatura.
Col tempo, ho tacitamente riconosciuto l'umiliante sconfitta, comprendendone persino le ragioni: avevo paura della mancanza di confini del mare.
Quel mare forte senza confine, ribelle senza confine, egoista senza confine, così come ignoto, pericoloso, pauroso, selvaggio, bastardo senza confini.
Una puttana esperta che mi attraeva al suo orizzonte, illudendomi che finalmente potessi toccarne il confine, potessi darne un limite, una chiusa, una gabbia.
E invece quel confine offertomi si allontanava sempre di più, confondendomi, rendendomi sempre più frustrata, facendomi sentire sempre più inadatta, incapace, non idonea, sempre più, anno dopo anno.
Amo il mare.
So nuotare bene, sapete?
Ma non nuoto nel mare.
Io nuoto in piscina.
In piscina vedo tutto. Vedo i cordoli, vedo il fondo.
So che è sporco, ma lo vedo. Posso scegliere.
La piscina poi non ha sfumature. Solo acqua, cloro e pipì di bambini.
Il mare è pieno di riflessi, di sfaccettature, di immondizie e bellezza, di petrolio e delfini.
Il mare è vita, senza confini.
Creatura incontrollabile.

Io amo il mare.
Per questo, ogni tanto provo a ritornarci.
Ogni volta che torno a casa, in realtà, mi viene voglia di re-immergermi nel mare.
Soprattutto, mi faccio illudere ancora che quell'orizzonte si possa finalmente toccare, che quel fondo si possa finalmente vedere.
Mi illudo che quella puttana si possa innamorare e possa essere riscattata.
Ma il mare è e sempre sarà forte, ribelle, egoista, ignoto, pericoloso, pauroso, selvaggio, bastardo.
Sempre sarà sensuale e bastardo, come le migliori puttane, le puttane brave, quelle dei romanzi d'autore, quelle intelligenti,bellissime,spietate.
Il mare è sensuale e spietato.

Io amo il mare.
Ma non ho più nessuna voglia di subire il suo essere sconfinatamente spietato.
Ho il grosso limite di voler vedere i limiti. Ho bisogno di vederli.
Per questo, guarderò sempre il mare. Con rispetto e amore.
Ma la puttana spietata, quella no, non la voglio più riscattare.
Perchè io non ho la stoffa della protagonista dei romanzi.
Non sono un eroe. Non sono una guerriera, non sono una nobile.
Perchè io non sono forte.

Do forti calci e pugni al mare.
Consapevole che quei calci e quei pugni sono sono nulla per il mare, sono meno che solletico.
Non importa...forti abbastanza per la mia ricerca del limite, per illudermi di poter andare avanti.

Andare avanti e trovare l'Amore, e non riscattare la puttana.



(Pensiero dedicato a Damiano, l'unico amico nella mia vita ad essere contemporaneamente

forte, ribelle, egoista, ignoto, pericoloso, pauroso, selvaggio, bastardo. Sensuale e spietato come le puttane dei romanzi d'autore).

Sep. 9th, 2014

hands

Dentro.

Adesso basta.
Adesso sono più grande.
Adesso capisco di più.

Adesso sono più lontana di prima dalla mia città, ma nel capire certe dinamiche sono vicina il doppio.
Adesso, basta.

Leggere certi giornali locali mi fa venire l'orticaria.

Va bene che il Sign. Direttore del giornale debba fare la sua slinguazzata quotidiana perchè l'attuale sindaco ha dato una poltrona al suo figlioletto, va bene essere di parte per pagare il dazio al partito per amore paterno, ma manipolare le parole per dire cazzate è troppo.

Non possono usare le parole con tanta leggerezza, non possono usare le parole per insinuare tacitamente, così da mozzare il diritto di replica aperta.

Va bene non accettare una manovra politica passata, è sacrosanto.
Ma insinuare che c'è stato poco impegno e poca dedizione, gridare all'abbandono, e sottolineare l'ipotetica miglioria del sindaco e dell'assessore attuali... è troppo.
Oggettivamente, è troppo.
Specialmente in un campo in cui il sindaco e l'assessore attuali stanno dimostrando la stessa dimestichezza che ho io con la fisica quantistica.


Visto che siete così convinti del poco impegno, della poca dedizione, dell' "abbandono" su alcune questioni dell'assessorato, ridatemi voi indietro tutto il tempo in cui io non ho visto mio padre.

Ah e - per inciso - se avete le palle, nominatelo direttamente sugli articoli. Fate nome e cognome, invece di insinuare.
E firmateli, gli articoli.
Visto che non lo fate mai.


E allora, dicevo, pagate il dazio anche a me.
A me non dovete pagare il dazio con articoli manipolati.
Ma ridatemi il tempo. Ridatemi le energie.
Ridatemi il tempo e le energie che mio padre, ma anche noi come famiglia, evidentemente abbiamo perso.


Come figlia, io so cosa ho provato, accettando con pazienza anni e anni in cui ho visto il viso di mio padre solo una volta al giorno, la sera tardi, tardissimo, a volte manco quella sola volta, e in nome di ideali che per me erano assolutamente ingiustificati.

Ho pianto per la frustrazione, ho pianto per quell'assurda frase che sentivo, e sento tutt'ora, uscire dalla bocca di mio padre:
"Io mi sono sposato due volte: con vostra madre, e poi con la città".

Se voi, caro Direttore del giornale, caro figlio raccomandato del Direttore, e cari "compagni", sentiste nelle vostre orecchie quella frase quasi ogni giorno, come vi sentireste?

Chi è stato davvero abbandonato?
La città?
O noi della famiglia?

E come vi sentireste a sapere che un padre viene minacciato dopo aver rifiutato consistenti mazzette da milioni di euro?

Avremmo potuto vivere in una casa grande con l'attico nel quartiere nuovo, pagata a prezzo stracciato.
E invece mio padre e mia madre abitano sempre lì.
Sulla carta d'identità c'è sempre la stessa via.

Dov'era la vostra cronaca giornalistica mentre succedeva tutto questo?
Dov'è la vostra cronaca giornalistica adesso, quando sindaco, assessore e dirigente non sanno le norme base della materia?

Io sono fiera. Di lui e di me.
Ma sono stanca.
E triste.
E i vostri articoli mi rendono incazzata, oltre che stanca e triste.

E allora, dicevo, pagate il dazio anche a me.
A me non dovete pagare il dazio con articoli manipolati.
Ma ridatemi il tempo. Ridatemi le energie.
Ridatemi indietro tutte le litigate che ho fatto perchè anch'io dubitavo di lui. Perchè anche io credevo a voi, e non a lui, e lui tutte le volte mi mostrava le carte, le leggi, e aveva la pazienza di spiegarmi tutto.
E poi vi sbugiardava, e vi sbugiardava di nuovo.

Perchè non fate il suo nome e cognome?
Nominatelo.
E fatevi sbugiardare ancora con le carte.
E ancora con la legge.
E di nuovo con gli atti.
Finchè vi passerà di nuovo la voglia di nominarlo.

Ridatemi indietro tutte le carezze che mio padre mi faceva di notte mentre dormivo, e non di giorno visto che non lo vedevo mai.

Ridatemele indietro e poi ditemi chi è stato davvero abbandonato.
La città?
O noi?

E ridate a VOI stessi indietro le competenze - o almeno l'onestà intellettuale - per fare i giornalisti.
Mentre mio padre era "sposato con la città", mi ha insegnato il valore di entrambe le cose: competenze e onestà intellettuale.

Io, e non la città, sono stata abbandonata per tanto tempo.
Ma, in effetti, non sono stata abbandonata.
Se oggi sono così, è perchè mio padre - pur assecondando egoisticamente l'amore per la politica - c'è sempre stato ed è sempre stato un ottimo padre.

Chissà se il Sign. Direttore può dire lo stesso di sé.


PS: E' inutile che vi atteggiate a fare i comunisti.
I comunisti veri sono persone serie, molto serie.
Ma non siete voi.

Jan. 14th, 2014

hands

La divina opinione

Mentre commentavo con una ragazza giapponese la prima puntata del drama “Shitsuren Chocolatier” mettendolo a confronto col manga, mi arriva un messaggio davanti al quale non sapevo davvero se si dovesse ridere o piangere.

In questo sms mi veniva comunicato che ultimamente è tra-passata una “critica” a me diretta.
Uso il termine tra-passata proprio perchè la “critica” non mi è stata rivolta direttamente, ma è stata bisbigliata ad altre in un sotterfugio pettegolesco da zitelle al parco comunale.
E uso le virgolette su “critica” perchè anche un simile termine negativo diventa un vocabolo nobile se appioppato a vuote considerazioni come quelle che sto per spiegare.

Il contenuto di tale critica era, sostanzialmente, l'accusa di essermela svignata dal fandom degli Arashi, di non interessarmi più a loro, ai Johnny's, al j-pop. E, inoltre, proprio in virtù di questo abbandono potevo ufficialmente essere etichettata come traditrice, ancor più traditrice visto che in Italia siamo (relativamente)poche a seguire gli Arashi dal 2005-2006.

Alla persona che, con un cuor di leone che farebbe invidia persino a don Abbondio, mi ha  criticata, ho già risposto in modo diretto,
io.
Tuttavia, essendo questo un livejournal nato anche per postare cose riguardanti il J-pop, mi è sembrato giusto ribadire il concetto anche qui.

Ebbene, io proprio non capisco.
In primis non capisco come si faccia ad essere così sicuri di sè stessi da tirare conclusioni a cavolo, come se il solo aprire bocca e darle fiato sia sinonimo di verità incontestabile, di affermazione assolutamente valida.

Il concetto di base del mio pensiero è, in realtà, un atteggiamento tanto banale e biasimato, quanto raramente poco risolto:
“la gente apre la bocca senza sapere di cosa stia parlando”.


Riflettendo sul messaggio, mi sono inizialmente innervosita. Poi il nervoso ha lasciato spazio ad un sarcastico senso di orgoglio paradossale, essendo stata tacciata come la schettino dei poveri (scrivo 'schettino' in minuscolo per forti motivi ideologici) in terra arashica.

E poi, di nuovo, mi è salito in gola quell'odioso rifiuto per certe caratteristiche dell'essere umano che ho trovato ben concentrate  nelle fan dei gruppi asiatici, caratteristiche dalle quali spero di essermi liberata o di liberarmi presto.

Detta tutta questa bella filastrocca, i concetti che mi premono sono i seguenti.

Non so in che mondo matematico l'uguaglianza “Non scrive più post sugli Arashi/Non va più su EFP/Non posta più su tumblr  = Non segue più gli Arashi e non è più fan degli Ohmiya” sia vera.
Se voi, nella vostra incontestabile parola divina, credete a questa uguaglianza, fate pure.
Io mi tengo la mia cara vecchia matematica delle scuole elementari. E per quella vecchia matematica, questa associazione è una serenissima cazzata.
Inoltre.
Se pensate che una persona sia “meno fan” di un'altra solo perchè non frequenta i soliti circuiti, siete davvero illuse.
Se pensate che la verità risieda nell'opinione di fan la cui buona percentuale non sa neanche più di 10 parole di giapponese (o altra lingua), o – peggio – di fan che sanno il giapponese e proprio perchè lo sanno impongono le loro versioni come sante e assolute a chi la lingua non la sa, siete proprio illuse, part II.
Se, ancora, organizzate pubbliche diatribe per inneggiare alla vostra suprema conoscenza (sempre e counque suprema, ribadisco! Sia mai che a qualcuno venga in mente che le opinioni sono per loro natura SOGGETTIVE!) dei lati del carattere di un cantante/attore solo perchè “lo seguo da tanto tempo, ormai lo conosco”, concludendo (questa poi è bellissima) con un fine-partita sterile e triste criticandovi a vicenda proprio con la frase “nessuno può conoscere il loro carattere”, non siete solo illuse, fate anche ridere, part III.

Nel rispetto della vita altrui, dal punto di vista sociale onestamente ho sempre fatto ciò che mi pare.
Io amo l'essere umano, amo la persona come essere vivente, ma alcuni aggregati umani li trovo degli esaltatori dei difetti più gravi che l'uomo ha.
I fandom italiani del J-pop e K-pop, secondo la mia modesta opinione, sono un esempio di questi esaltatori.
Ci sono entrata anche io e ho provato a frequentarli. Per motivi precisi e fondati ne sono uscita. Davvero pensate che questo sia sinonimo di non ascoltare più un gruppo o non vedere più i drama, gli spettacoli, la loro tv?
I miei canali tv giapponesi sono sempre qui,gli mp3 pure, le riviste anche: perchè il mio guardare la tv giapponese o comprare i cd dovrebbe avere una relazione con il fandom? O_o

Conosco persone che cambiano magicamente gusti musicali solo perchè l'amichetta ha cambiato fandom.
Nella mia testa, QUESTE persone sono i veri disgraziati della società.
Sono quelli che hanno il concetto di amicizia deviato, il concetto di "piazza pubblica" deviato, quelli che sono gli schettino di se stessi, quelli che confondono i sentimenti che si provano lì fuori con i non-sentimenti che si provano qui dentro.
E per approfondimenti invito a leggere qualcosa del filosofo Prof. Galimberti quando parla della deriva di noi ragazzi.

Per concludere, a me di quella pseudo-critica non rimarrà niente alla fine dei giochi. Rimarrà, al massimo, solo questo post, che nessuno leggerà e quindi scomparirà nelle pagine di Livejournal molto presto.
A me di quella pseudo-critica non rimarrà niente alla fine dei giochi.
Ma la cosa interessante sarebbe capire cosa c'è, invece, nelle teste di chi partorisce 'sti pensieri.

Quando ho creato per me lo pseudonimo “Shizuka”, sapevo molto bene cosa stavo facendo.
Io credo molto nel valore del silenzio. Le persone interessanti in modo silenzioso, le persone che lavorano in modo silenzioso, le persone che fanno della grandissima competenza e della grandissima modestia le loro armi naturali, sono da sempre grandi esempi che -un giorno- io vorrei raggiungere ed emulare.

A volte, tutt'oggi, penso che il silenzio e il perseguimento della modestia siano una strada antitetica rispetto al successo in questa società.
L'ho visto nella mia esperienza familiare, l'ho visto poi nell'esperienza del percorso di vita personale.
Ma non importa.
Questo è ciò che voglio essere.
E mi impegnerò in tante cose, tra le quali ci sarà il perseguimento degli obiettivi suddetti.

...Alla fine ho sviato il  discorso dagli Arashi, ma... sono sfociata in un bel mare, non è vero?
Parlare di esseri umani che sono degli esempi... è sempre un bel mare. :)

Auguro a tutti, quindi, di sfociare in bei mari! \(^^)/

Dec. 23rd, 2013

hands

Auguri di Buon Natale


http://youtu.be/n7L9Xtba6bo?t=7m25s


Mi piacerebbe sognare che il Mediterraneo sia davvero mare di pace,
non di guerre dichiarate alla civiltà, all’accoglienza, alla giustizia.
Mi piacerebbe che la libertà di movimento appartenesse ad ogni donna e ad ogni uomo
e che ad ogni essere umano venisse data la possibilità di trovare rifugio se sta cercando salvezza.
Mi piacerebbe un’Europa capace di un’unica sola barriera: quella contro il crimine della tratta di esseri umani e del traffico d’armi verso paesi dove guerre e persecuzioni costringono alla fuga gli abitanti.
Mi piacerebbe sognare per quei bambini e per quelle bambine portati in braccio sul barcone della speranza
una meta o almeno un rifugio differente da una piccola bara bianca.
Mi piacerebbe che la legalità in Italia e nel Mediterraneo fosse una cosa normale
e non l’eccezione da sottolineare con qualche premio,
così come la solidarietà.
Vorrei che combattere la mafia divenisse semplicemente un dovere
e non vocazione al martirio.
Vorrei che in questo Natale non ci fossero bambini costretti a vivere in clandestinità solo perché il loro papà ha un cognome straniero ed è irregolare
o si chiama Di Matteo, e il suo mestiere è la lotta alla mafia.
Mi piacerebbe che la bellezza, la bellezza che ci hanno lasciato le generazioni precedenti, la bellezza della natura che questo paese ci potrebbe regalare, la bellezza delle nostre città, del mare, delle isole, delle mie isole,
diventasse la leva per combattere il declino e rilanciare il paese.
La bellezza dei luoghi, la bellezza delle produzioni,
la bellezza dei gesti tra le persone,
la bellezza del soccorso e dell’accoglienza
.

[Giusy Nicolini, Sindaco di Lampedusa e Linosa - 22/12/2013]


BUON NATALE.

Nov. 18th, 2013

hands

Scuola Politica: Casta sì, ma un pò meglio

Recentemente, grazie ad una foto postata da yamakaze067, si è potuto (ri-)vedere il volto del papà di Sho durante un servizio trasmesso al tg.

Devo onestamente ammettere che quando ho visto quel servizio in diretta (il 13 Novembre mattina), non mi ero assolutamente accorta che in mezzo a quel gruppo di politici ci fosse anche Sakurai.

Fatta questa premessa, vorrei precisare che i pensieri che seguiranno non saranno in alcun modo collegati agli Arashi.


Appena ho notato, grazie a yamakaze067, che in quella fila di politici silenziosamente ossequiosi e riverenti c'era anche il padre di Sho, ho avuto una strana sensazione, un misto tra disillusione,sarcasmo, e una consapevolezza sempre avuta ma che è riaffiorata tutta in una volta.
Il padre di Sho rappresenta un esempio molto comune - oserei dire standardizzato - del sistema politico giapponese: una figura avente un'alta formazione in Scuola Politica che, una volta entrato nei sistemi di policy-decision, ci rimane fino alla morte esercitandovi un'influenza più o meno netta.
Le riflessioni sulla carriera di Sakurai mi sembrano in qualche modo il punto più "leggero" da cui partire, visto che egli è forse uno dei pochissimi politici-dirigenti giapponesi diventato famoso nel mondo del pop, grazie ovviamente al figlio Sho.

Questo post - lontano dall'essere una noiosissima menata sulla scintillante carriera del Signor Sakurai - ha un altro obiettivo: prendere il caso come esempio per dimostrare l'effettiva presenza (con luci e ombre annesse) di una Classe Politica nel senso più professionale e COMPETENTE del termine, in quanto composta da membri tutti formatisi in vere e proprie Scuole di Politica; ne scaturisce di conseguenza la valutazione delle differenze con la Casta "Politica" italiana, laddove additare come "Politici"  gli amministratori della nostra Repubblica è davvero una generosa elargizione.

Quando Sho entra negli Arashi, suo padre faceva parte della dirigenza del MPT (Ministero delle Poste e Telecomunicazioni) già da più di 20 anni ormai, dopo essersi laureato presso (manco a dirlo!!) la Todai, in Giurisprudenza.
Facendo una piccola ricerchina sui siti dei Ministeri, si può notare una vera e propria carrellata che parte dal 1977 e continua sino a oggi, carrellata composta da incarichi in qualità di dirigente, membro di commissione parlamentare, sottosegretario e segretario nei Ministeri più disparati: Poste&Telecomunicazioni, Affari Interni, Affari generali, Economia, Radio&Telecomunicazioni ecc.
In ultimo, in un quotidiano di questa estate, si apprende che il Signor Sakurai è stato promosso a Vice Ministro del Coordinamento delle Politiche (una specie di Ministero degli Affari Generali), carica che tutt'ora ricopre e in rappresentanza della quale è apparso l'altro ieri al TG mattutino.

Come dicevo, una siffatta carriera politica è un'esemplare proiezione di un andamento piuttosto generalizzato: tralasciando qui la discussione sul sistema di voto e sull'energico feedback degli elettori giapponesi (<- si, è ironico), in Giappone una donna o un uomo si "educano" e "formano" alla carriera politico-amministrativa, con percorsi universitari disegnati appositamente per tale scopo.
Se proprio il paragone è necessario, una tale esperienza mi fa pensare alle Scuole di politica e amministrazione di stampo francese e inglese, tutti Paesi in cui un sistema paurosamente classista di Università private dà accesso ad un'altissima preparazione in materia di Diritto, Economia e funzionamento dell'apparato pubblico.
La conseguenza è la presenza di figure (dagli ambasciatori, ai Ministri, ai funzionari di Stato) forse figlie di ricconi, forse super-indebitate ancor prima di ricevere il primo stipendio, ma indubbiamente e profondamente preparate. Dei veri e propri robot a celle combustibili pronti a mettere le mani sulla poderosa macchina amministrativa del proprio Stato.

Mi si può contestare - a ragione - quanto io stia minimizzando la discussione su un tema in realtà complicatissimo, un tema che avrebbe bisogno di essere sviluppato da figure davvero competenti, al contrario di ciò che io sono.
Però cercate comunque di perdonarmi, visto che l'interesse per il sistema economico-istituzionale giapponese è un amore che mai mi abbandona.

Il punto, adesso, è che una simile esperienza è assolutamente inesistente in Italia.

Dopo lo scivolone della Cancellieri, la servile stupidaggine di d'Alia (le Forze Armate offese da un ministro idiota, non da un Sindaco coraggioso), le esternazioni messianiche di Razzi, l'incredibile originalità della Gelmini - and so on- c'è ancora qualcuno che dubiti che questo Paese possa risollevarsi solo fondando finalmente una Scuola della Politica?

Durante l'intervista all'architetto Renzo Piano al programma "Che tempo che fa", il presentatore Fabio Fazio ha sostenuto  un'opinione secondo me molto delicata: "Io sono contro l'idea pauperistica della politica."
Premesso che sono assolutamente d'accordo con lui, bisogna però ammettere che l'idea pauperistica della politica andrebbe abbandonata solo DOPO che uno spiraglio di vera competenza e professionalità da parte dei politici inizi ad aprirsi.
Mi spiego meglio: se il politico diventa più professionista e meno saltimbanco, ecco che quello stesso politico avrà il diritto di chiedere una maggiore ricompensa.
Il cittadino riconoscerà quella ricompensa sotto la spinta di una rinnovata fiducia; tale spinta avverrà però solo in virtù di un aumento di responsabilità, una responsabilità al quale il politico o il dirigente dovrà rispondere mettendo in campo TUTTE le proprie forze, conoscenze ed esperienze.
Ciò che sfugge a molti politici italiani - e che sfugge un pò meno ai politici di Paesi come il Giappone, la Francia, l'Inghilterra - è proprio questa stretta connessione tra competenze, responsabilità e maggiore retribuzione: ad un emolumento maggiore non corrisponde un maggiore "Che bello! Mi faccio i cazzi miei!", ma maggiori responsabilità.
E maggiori pretese.
Maggiori pretese nostre.
Di noi elettori.
Quello appena descritto è un circolo virtuoso che credo non esista in modo perfetto in nessun Paese al mondo, in quanto poi intervengono distorsioni della morale personale, comportamenti egoistici, giochi di partito, e tante altre variabili negative.
Mi sembra tuttavia attendibile credere che se c'é professionalità sicuramente c'è piú qualità.
E se c'è più qualità, non è così sbagliato devolvere parte della tassazione per pagare un professionista della politica.

Tornando al caso esemplare del papà di Sho, non è difficile notare che quella giapponese sia una Casta tanto quanto lo è quella italiana.
L' "amore per la poltrona" è un evergreen di entrambi i Paesi, e guardando la cronologia della carriera del signor Sakurai (1977-2013) si capisce che quella poltrona è vecchia ben 36 anni, con buona probabilità che abbia ancora lunga vita.

E qui, poi, sto tralasciando la grave questione delle Università "deputate" a formare la classe politico-amministrativa: una questione -anch'essa- ricca di luci scintillanti ma soprattutto di profondissime ombre, su cui sarebbe necessario spendere molte parole (e non tutte di elogio).

La Casta -insomma- esiste, è forte, e nel caso specificatamente nipponico è poco controllata e denunciata dai media e dalla satira. Almeno in questo, noi italiani possiamo vantare una maggiore conoscenza e consapevolezza del problema.

L'obiettivo del post, tuttavia, è sottolineare la mia convinzione secondo cui la politica italiana debba essere composta da professionisti, da competenti, per lo meno non formata da indifferenti, quegli indifferenti che Gramsci odiava e temeva con tutto se stesso.

L'indifferenza e l'incompetenza sono due lame che feriscono l'Italia nel profondo: bazzicando e inciampando nel mondo della traduzione e delle lingue, l'ho potuto ben notare almeno in questo settore, con grande amarezza da parte mia.
Tante parole, tanto vanto, tanta "vetrina", e - in realtà - molta superficialità.
Si, "superficialità" è proprio la parola giusta.

Digressione non inerente al postCollapse )



Questo per dire che la superficialità della politica italiana (non sto qui a parlare della superficialità di ideali e di moralità, altrimenti ADDIO!) è solo la proiezione del tappeto della popolazione, con buona pace delle poche eccezioni.

Spero quindi che prima o poi si assista all'ascesa di politici formati e preparati, che forse resteranno ingiustamente 36 anni su una poltrona, ma almeno si avrà la "minima" garanzia della competenza.

Ci sarebbe tantissimo da dire, e io stessa non concordo su molte (moltissime!) dinamiche della politica giapponese, che a volte rasentano la tristezza.
Ma..eviterò di scrivere ulteriormente qui, altrimenti perdo i già pochi amici di LJ che ho. xD
Per questo rimanderò i miei pensieri a discussioni di persona, face to face.

...Mi scuso anche con il papà di Sho, per averlo tirato dentro a una discussione scritta da una minima persona "X" come me.
Mi scusi tanto, signor Sakurai. m(_ _)m

Oct. 22nd, 2013

hands

Notre Dame de Paris - "Mi distruggerai" by Riccardo Cocciante

(Scrivo in italiano, perchè tanto il video-tema del post è in italiano.)

Che la "fonte di distruzione" sia una donna o un uomo o un sentimento in generale, questa canzone ed interpretazione -per me- sono di una sensibilità,di una modernità, di un'attualità, di un impatto... terrificanti.
Ascoltarla ogni volta mi dà svariati minuti di brividi e di pensieri.



http://www.youtube.com/watch?v=DBU9rOsl7R8

Io so cos'è la passione,
ma non lo so se è veleno,
io non so più cosa sono,
e se ragiono o se sogno.
Annego e il mare è lei,
sento i sentimenti miei
che non ho sentito mai,
l'onda che non affrontai.

Mi distruggerai...
Mi distruggerai...
E ti maledirò
finchè avrò vita e fiato...
Mi distruggerai...
Mi distruggerai...
Tu mi hai gettato
nell'abisso di un pensiero fisso.
Tu.. mi distruggerai...
mi distruggerai...
mi distruggerai...

Io cado in tentazione
e tutto al diavolo va,
la scienza e la religione,
e virtù e castità.
Io guardo un orlo di gonna
e vedo abissi di donna,
la gonna gira e mai,
mai per me la toglierai.

Mi distruggerai...
mi distruggerai...
E maledico te
perche' di te non vivo.
Mi distruggerai...
Mi distruggerai..
Ti abbraccio in sogno tutto il giorno
e sto di notte sveglio.
Tu mi distruggerai...
mi distruggerai...
mi distruggerai...

E quel mio cuore d'inverno
è un fiore di primavera,
e brucia dentro l'inferno
come se fosse di cera.
Sei tu che soffi sul fuoco,
tu, bella bocca straniera,
ti spio, ti voglio, t'invoco
io sono niente
e tu vera!

Mi distruggerai...
Mi distruggerai...
E ti maledirò
finchè avrò vita e fiato...
Mi distruggerai...
Mi distruggerai...
Tu mi hai gettato
nell'abisso di un pensiero fisso.
Tu.. mi distruggerai...
mi distruggerai...
mi distruggerai...mi distruggerai.

Oct. 19th, 2013

hands

Like Nino did, I'll tell her...


Hi!
It's been a while, but it's really worth it to me.

I'm just going to write and translate few sentences taken from new Ninomiya's solo.
I'm sorry I won't write neither the title of this lyrics or the name of new album. And I'm sorry I won't translate the whole lyric. But I've just listened to the songs leaked out on chinese sources, so I'd like to wait for official album release to write something more (but lyrics translations will not be public. Just for LJ friends, I'm sorry).
I've just listened to the album, to the members' solos (Aiba's solo is SO BEAUTIFUL!),  and I'd like to write these few sentences.
After all this is not a translation lyrics post, but only kind of  a "private message".

That's why, even if she will never read this, I write and translate it thinking about my mum, like Nino did while composing this song.

Here it is.

"ずっと人のために生きてきたんだからこれからはやりたいように生きるってもう無理だな。 優しすぎるから!"
[...]
もし俺があなたの立場になったのならどう思うのだろう?
その時分かるのが悔しいんだよ、あなたの偉大さを。
だからね、たぶん言わないよ、「ばあちゃんはすごい人だ
って
だって悔しいから
でもありがとう。。。
"

"Because of the fact you've always lived your life for other people till now, it's impossible for
you to live doing as you like from now on as well. Because you're too kind!
[...]
If I was in your shoes, how would I feel?

At the very moment I think about it, what I understand is mortifying, because I understand how great you are.
That's why maybe I won't say it, I won't tell you "Old mummy, you're an amazing person".
Because it's mortifying.
But
THANK YOU..."

"Visto che fino ad ora hai sempre vissuto per gli altri, per te anche da adesso in poi è impossibile vivere facendo ciò che vuoi. Perchè sei troppo gentile.
[...]
Se io fossi al tuo posto, che cosa proverei?
Nel preciso momento in cui ci penso, ciò che capisco è mortificante, perchè capisco quanto sei grande.
Per questo motivo forse non lo dirò, non ti dirò: "Ma', sei una persona fantastica",
perchè è mortificante,
però GRAZIE.
"

Jun. 2nd, 2013

hands

.

 

http://www.youtube.com/watch?v=eps6FzgDTFo

May. 17th, 2013

hands

I hope one day you'll join us, and the world will be as one.


https://www.youtube.com/watch?v=JXiNxn_NPIo&feature=player_embedded#!


Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia
La Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini,
Intervento presso Senato della Repubblica - Biblioteca “Spadolini”.

Signor Presidente del Senato, signora Ministra Josefa Idem, Vi ringrazio per l'invito che mi avete rivolto ad intervenire in un incontro che considero di grande importanza e di grande valore culturale.

Appena due settimane fa, qui a Roma, una coppia di giovani è stata aggredita e picchiata in modo "barbaro" - la definizione è degli investigatori - per il solo fatto di essere omosessuali. Due giorni dopo il pestaggio, gli aggressori erano liberi, imputati semplicemente di lesioni personali. Tutto ciò accade perché in Italia - a differenza della maggior parte dei Paesi dell'Unione Europea - la legge non prevede l'aggravante di omofobia per chi aggredisce o minaccia le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, o per chi incita all'odio nei loro confronti sul web.

Oggi, in occasione della nona Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia, è più che mai necessario condannare con fermezza ogni forma di intolleranza e di incitamento all'odio verso le persone omosessuali.

Anche se l'Italia non raccoglie dati sulle violenze di natura omofoba, le aggressioni omofobe sarebbero in aumento. Le cronache ce lo riferiscono pressoché quotidianamente, così come viene denunciato dalle stesse associazioni per i diritti delle persone LGBT.

Le aggressioni e le violenze avvengono anche perché in Italia è tuttora diffusa una cultura machista ed omofoba, che riduce le donne ad oggetto e gli omosessuali a macchietta, a gruppo isolato, che può essere tollerato fintantoché non inizia a rivendicare i propri diritti e la propria identità. A quel punto diventa oggetto di attacchi a ogni livello, attacchi verbali e fisici.

E' ora che questi diritti - alla tutela dalle discriminazioni, al riconoscimento giuridico delle unioni - vengano riconosciuti anche nel nostro Paese.

Molte donne vittime di violenza di genere hanno paura a denunciare. La stessa cosa accade, e qui anche in misura maggiore, per le persone colpite da violenze omofobe: c'è la resistenza a denunciare.

E' necessario che le forze dell'ordine sviluppino un'adeguata formazione e sappiano rispondere in maniera efficace anche alle vittime di questo tipo di aggressioni e di minacce, perché troppo spesso le si sottovaluta, le si riduce a qualcosa di goliardico.

L'omofobia si combatte in tre modi. Bisogna garantire maggiori diritti. Bisogna punire chi attua violenze o aggressioni di natura omofoba. Bisogna combattere una battaglia culturale contro i pregiudizi e gli stereotipi.

1. Riconoscere diritti a chi non ne ha non significa toglierli ad altri, a chi già li possiede. Significa svolgere un'azione culturale dentro la società e tra le persone: dobbiamo o no essere uguali? Questo dice la Costituzione.

Per questo penso che le persone omosessuali devono veder riconosciute giuridicamente le loro unioni anche in Italia, come avviene già in diciotto - e, a breve, in diciannove - Paesi dell'Unione europea. L'Europa ce lo chiede. L'Europa non ci chiede solo il pareggio di bilancio, ci chiede anche di riconoscere diritti.

Non è più possibile che, com'è accaduto ad alcuni miei amici, due persone dello stesso sesso che desiderano passare il resto della loro vita assieme non possano avere un riconoscimento della loro unione, da parte dello Stato italiano, e debbano cercarlo e trovarlo all'estero. Non è più possibile che, se uno dei due partner di una coppia omosessuale è gravemente malato o viene a mancare, l'altro non abbia il diritto di stargli accanto in ospedale o di ereditare i suoi beni, così come avviene per chi è sposato.

In altri paesi - ed in altri tempi in Italia - erano i leader politici a portare avanti le battaglie per l'avanzamento dei diritti, spesso con grande coraggio ed in anticipo sui tempi. Adesso in Italia sembra accadere il contrario. Mentre la diversità di orientamento sessuale è ormai - nonostante gli intollerabili episodi di discriminazione - largamente accettata, il mondo politico è rimasto indietro. Sarebbe utile mettersi al passo per colmare questa distanza.

2. Bisogna perseguire chi incita all'odio contro gli omosessuali e chi si macchia di violenze nei loro confronti. Anche su questo fronte, dobbiamo recuperare un ritardo. Nella maggior parte dei Paesi dell' Unione Europea ci sono leggi che prevedono sanzioni penali per chi commette violenze omofobe o introducono il movente omofobo quale circostanza aggravante. Alcuni Paesi condannano la discriminazione omofoba - in maniera esplicita o implicita - perfino nelle loro Costituzioni. Nella scorsa legislatura, sono state presentate diverse proposte di legge per introdurre l'aggravante di omofobia nel codice penale e per inserire l'omofobia tra le tipologie di discriminazione sanzionate dalla legge Mancino. Auspico che il Parlamento attuale riprenda questo lavoro e lo porti finalmente a compimento. Mi adopererò, nell'ambito dei miei poteri, perché questo accada.

3. E' necessario, infine, che sia portata avanti con coraggio una battaglia culturale. Le donne in Italia hanno saputo, negli ultimi tempi, far sentire la loro voce contro la violenza di genere e contro la mercificazione dei loro corpi. Nelle prossime settimane - grazie all'impegno di tante donne in Parlamento e nel Governo - l'Italia sarà tra i primi Paesi membri dell'Unione Europea a ratificare la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e contro la violenza domestica. Dobbiamo ora intraprendere anche un'altra grande offensiva ideale, quella per porre fine all'omofobia. Nelle scuole, l'orientamento sessuale di un ragazzo o di una ragazza non deve più scatenare il bullismo. Nelle strade delle nostre città, due persone che si amano devono poter passeggiare senza essere derisi, minacciati, aggrediti, per il solo fatto di essere lesbiche o gay. Questa battaglia va portata avanti nel paese, ma anche qui, in Parlamento. E non può essere un impegno di nicchia, riservato alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender.

E' un impegno che riguarda tutte e tutti noi, a prescindere dall'orientamento sessuale e anche dall'orientamento politico.

E sono certa che possiamo farcela.

http://presidente.camera.it/5?evento=92

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